Nella cittadina bretone con tre donne nella nazionale
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'Questo è il Guingamp
non è Paris St. Germain'
MARIA MICHELA D'ALESSANDRO DA GUINGAMP


Basta poco per capire che nella piccola cittadina bretone di Guingamp, neanche sette mila abitanti, a dettare le regole sia il calcio. È per questo che anche inserendo su Google il nome della città, la prima informazione si riferisca a l’En Avant de Guingamp, la squadra di calcio locale. Nota a livello nazionale ed anche fuori dai confini francesi per aver militato nella massima serie del campionato di calcio maschile Ligue 1, l’Eag, come la chiamano tutti, è passata alla storia per aver vinto la Coppa di Francia nel 2009 giocando nella serie cadetta e battendo i vicini del Rennes.
Se per le vie del tranquillo comune non si fa altro che parlare della recente retrocessione della squadra, ultima in campionato con ventisette punti e sessantotto reti subite, e del suo futuro, è la formazione femminile ad aver portato a casa un risultato tutt’altro che scontato. Ai Mondiali femminili di quest’anno sono infatti tre le calciatrici del Guingamp incluse dal mister Corinne Diacre nella rosa della nazionale. Fondata originariamente nel 1973 come Saint-Brieuc Sc, l’Eag femminile dal 2011 fa parte della società proprietaria della squadra maschile.
Dalla stagione 2011-2012 ha sempre giocato nella Ligue 1 femminile ma nonostante ciò, le differenze di sesso e campionato non mancano neanche nel comune di Guingamp, da sempre legato al gioco del calcio. Se le donne giocano per lo più nello stadio Fred-Aubert nel vicino comune di Saint-Brieuc, 2.500 posti a sedere, l’eccezionalità della squadra maschile è proprio nello stadio di Roudourou, in grado di contenere 18.000 spettatori, dodici in più rispetto ai suoi abitanti. Anche merito dell’imprenditore, dirigente sportivo e politico Noël Le Graët, dal 2011 presidente della Federazione calcistica francese e non solo, è stato presidente del Guingamp dal 1972 al 1991 e dal 2002 al 2011 e sindaco della città dal 1995 al 2008.
È proprio sotto la presidenza Le Graët che il Guingamp ha raggiunto lo status professionistico, costruendo lo stadio di Roudourou nel 1990.
"È anche grazie a lui se le infrastrutture calcistiche sono cresciute", spiega Flora, proprietaria di uno dei due pub più frequentati di Guingamp. Il fenomeno Guingamp è diverso dai meccanismi del calcio moderno, "qui le persone ci tengono davvero, non come per il Paris St.-Germain o altre squadre famose", aggiunge Flora. Così come altre donne, l’imprenditrice si è appassionata al calcio con il tempo: "Tredici anni fa dopo aver vissuto e lavorato a Parigi sono tornata a Guingamp ed ho aperto questo pub. All’inizio tifavo la squadra solo per business ma poi ho cominciato ad appassionarmi sul serio". Mentre descrive la fede calcistica che accomuna i tifosi del Guingamp, mostra un pezzo del "Muro dei cuori" (Mur des Kalon in bretone), 15.206 placche esposte fuori lo stadio Roudourou: la speciale campagna abbonamenti iniziata nel 2017 ha dato la possibilità a qualsiasi sostenitore di diventare un azionista e ricevere un "cuore" con tanto di nome e numero.
Da Flora alla giovane Aziliz, 10 anni ed una passione per il calcio nata grazie al trionfo dei Les Bleus ai Mondiali di Russia 2018 ma anche un po’ per necessità: a scuola è l’unica bambina in una classe di soli maschi e a ricreazione qui si gioca a calcio.  Il 17 giugno sarà allo stadio Roazhon Park a Rennes per vedere Nigeria-Francia, la sua prima partita dei Mondiali. "La Francia può vincere ma non sono sicura che l’Eag tornerà a giocare nella Ligue 1 tra due stagioni", commenta Aliziz mentre posa sorridente con la maglia della sua nazionale, sognando di vestirla in campo.  m.m.d.a.
09.06.2019


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