A Londra si ricorre sempre più al riconoscimento facciale
La videosorveglianza
ora dilaga nei market
ALESSANDRO CARLINI DA LONDRA


Non ci sono solo "occhi" pubblici che spiano e controllano i cittadini tramite il riconoscimento facciale in Gran Bretagna. La nuova tecnologia è sempre più diffusa tra le aziende, in particolare i supermarket e i negozi, per contrastare i taccheggiatori seriali. Sistemi di sicurezza, come Facewatch, vengono installati in molti luoghi e permettono di mantenere sempre aggiornato un database di clienti e segnalarli in base ai loro comportamenti sospetti per poi "bandirli" dal punto vendita. È crescente nel Regno il ricorso a questi metodi in particolare dopo i tagli massicci alla polizia voluti dai governi conservatori negli ultimi anni: gli agenti, infatti, dedicano sempre meno tempo a perseguire i reati minori. Non solo, rubare merce per un valore inferiore alle 200 sterline prevede riti abbreviati che si risolvono con condanne minime. In questo modo meno del 10% dei casi di taccheggio viene denunciato, a fronte però di una perdita notevole per il settore del retail nel Paese, già in crisi per altre ragioni. Il British Retail Consortium ha calcolato in 500 milioni di sterline il costo complessivo per i furti nei punti vendita. Con software come ‘Facewatch’ si può creare una "black list" di clienti "indesiderati" e allontanarli se cercano di entrare nel negozio. L’intelligenza artificiale così finisce col sostituire la polizia, sebbene anche in questo caso ci sono tutta una serie di interrogativi aperti rispetto alla protezione della privacy di persone che non vogliono essere "schedate" dal proprio negoziante.
11.08.2019


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