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Viaggio nei quartieri più sensibili e a rischio nel cantone
Le zone più degradate
da Chiasso a Locarno
ANDREA BERTAGNI


"In centro abbiamo qualche caso socialmente difficile che a volte crea dei problemi, per questo ci stiamo adoperando per creare la figura di operatore di strada". Nicolas Poncini, comandante della polizia comunale di Chiasso, analizza così la situazione del degrado cittadino, dopo la riqualifica di via Odescalchi, il quartiere dove in passato si sono verificati episodi di spaccio di droga, vandalismi, prostituzione e anche un omicidio. "Oggi via Odescalchi è tornata a vivere - precisa Poncini -, è un posto dove gli abitanti possono uscire di casa senza timori". Il comandante della polizia loda in questo senso il Municipio. E dice: "Ha fatto uno sforzo importante per coinvolgere tutti coloro che hanno a che fare con i casi difficili e i risultati oggi ci stanno dando ragione".
Più a nord, a Massagno, è stata via Martignoni qualche anno fa a occupare le pagine dei giornali per il degrado di alcuni suoi stabili. Stabili dove nel 2016 è morto un senzatetto in un incendio. L’uomo aveva cercato rifugio negli scantinati, dove, secondo gli inquilini, si radunavano anche tossicodipendenti senza fissa dimora. Una situazione, sempre secondo gli abitanti dello stabile, che perdurava da tempo e che più volte era stata segnalata agli amministratori dell’immobile.
Ha suscitato invece scalpore nel quartiere delle Semine a Bellinzona il degrado che per anni ha coinvolto i dintorni delle scuole comunali. Mozziconi, pacchetti vuoti di sigarette, cartacce, bottiglie di vetro e di plastica abbandonate, ma anche tracce di escrementi e urina che avevano indignato soprattutto le associazioni dei genitori. Che si sono rivolte al Municipio per dire basta. Anche perché la situazione, a loro dire, andava avanti da parecchi anni. Da qui l’idea dei genitori di recintare l’area delle scuole, piazzare delle telecamere e predisporre un sistema di sorveglianza con ronde serali e notturne.
Stessa città, altro quartiere. A Pratocarasso gli abitanti si lamentano della speculazione edilizia e dei problemi viari. Troppe auto e troppe costruzioni rischiano di rovinare la vivibilità. Un asilo, una chiesa, una casa per anziani, commerci, bar e qualche ristorante. A Pratocarasso sembra non mancare niente. Eppure anche l’associazione Spazio Aperto, fondata da padre Callisto Calderari, resiste, essendo sempre piì difficile impegnarsi per il quartiere.
Non ha problemi di criminalità, ma sta subendo un grande sviluppo edilizio anche il quartiere Rusca e Saleggi a Locarno. Gru e palazzine in costruzione stanno cambiano volto al comparto. Non a caso la commissione di quartiere si dà da fare con iniziative ed eventi per creare momenti di socializzazione. Anche se non mancano lamentele che riguardano l’inciviltà di alcuni padroni di cani, la difficoltà a spostarsi a piedi lungo i marciapiedi, la velocità eccessiva delle automobili, i lavori fatti a metà o addirittura malfatti, la Rotonda troppo deserta, l’incomprensione per il taglio di alcune piante, le numerose strade dissestate, il cattivo e pericolante stato del comparto ex Gas e Macello e la ricerca di locali per attività no profit.
Biasca, in cima alla Riviera, conosce anch’essa alcuni problemi di disagio. La zona più calda, attorno alla stazione, sta subendo una riqualifica abitativa, dopo aver ospitato per anni la popolazione più sensibile. Più volte la località è stata inoltre al centro delle cronache per arresti e processi per spaccio di droga.
an.b.
08.09.2019


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