Confronto fra un medico pneumologo e una "svapatrice"
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Tassare le e-sigarette?
L'idea convince a metà
CLEMENTE MAZZETTA


Le sigarette elettroniche non sono così "innocenti" come sembra. Dopo i primi morti per questo tipo di "fumo", considerato comunque meno dannoso di quello tradizionale, è andata in crisi anche l’idea che sarebbero più efficaci rispetto alle altre terapie sostitutive della nicotina. Come se non bastasse  il disegno di legge sui prodotti del tabacco e le indicazioni della Commissione sanità del Consiglio degli Stati prevedono di tassarle alla stregua di quelle tradizionali. Anche se un po’ meno. Uno "sconto" perché - allo stato attuale delle conoscenze - le e-cig sarebbero meno nocive. Il loro utilizzo sarà però vietato nelle zone pubbliche destinate ai non fumatori per proteggere gli adolescenti dal consumo e dal contatto con prodotti del tabacco e sigarette elettroniche. I rappresentanti dell’associazione di categoria degli svapatori ovviamente contestano questa impostazione. Mentre dal profilo medico, secondo il dottor Bolognini (vedi sotto), l’utilizzo è da sconsigliare.
c.m.

È un balzello sbagliato, non si considera la diversità dal tabacco
Patrizia Cavalli
Portavoce Associazione Helvetic Vape

Ovviamente siamo contrari alla tassazione, anche se in misura ridotta, delle sigarette elettroniche. I  vaporizzatori non sono equiparabili al tabacco. Sono altra cosa. Piuttosto le sigarette elettroniche dovrebbero essere incentivate vista la funzione di prevenzione contro il fumo che viene da tutti riconosciuta. Al momento l’unico Stato che applica la tassazione alle sigarette elettroniche è l’Italia, con non pochi problemi per la riscossione, anche perché i liquidi che si inalano possono essere fatti in modo artigianale, acquistati in farmacia, piuttosto che nei negozi. Ricordo che la nostra associazione da tempo ha chiesto all’Ufficio federale della sanità pubblica di ridefinire la strategia del Programma nazionale tabacco, ovvero di considerare i vaporizzatori personali come strumenti per la prevenzione del tabagismo. Ci sono Paesi come l’Inghilterra, il cui ministero della salute ha sottolineato l’importanza dello Svapo come alternativa alle sigarette tradizionali. Con risultati positivi per la salute dei cittadini, visto che la percentuale degli inglesi che fuma si è ridotta notevolmente, passando dal 20% al 14%. In Svizzera, invece, da anni i fumatori rappresentano il 25% della popolazione. I vaporizzatori rappresentano una vera alternativa, sono un mezzo concreto per ridurre il numero di casi di malattia e di morte dovuti al tabagismo in Svizzera. Per tutti questi motivi, chiediamo di mantenere l’attuale esenzione da tasse specifiche per i liquidi, sia che contengano o meno nicotina , così come per i dispositivi. No quindi ad una politica restrittiva. No anche alla "fake news" che attribuiscono una qualche pericolosità agli svapo. In realtà sono meno dannosi, al 95% del fumo tradizionale. Con le sigarette elettroniche non si inalano infatti  prodotti della combustione delle sigarette tradizionali che hanno effetto cancerogeno. Una politica che ci tassa come il fumo, è una politica retrograda che guarda al passato, che non tiene presente il futuro.


Ancora troppi dubbi sulle sostanze inalate e sulla reale efficacia
Gianfranco Bolognini
Medico, pneumologo

Sulle sigarette elettroniche ci sono ancora parecchi dubbi e incertezze. Innanzitutto sul tipo di sostanze che si inalano e poi sull’effettiva efficacia del mezzo in sé. Ne sconsiglierei l’utilizzo, salvo casi particolari (irriducibili fumatori) e sarei tutto sommato favorevole all’introduzione di una tassa. A mio avviso le e-cig non sono un metodo utile per ridurre il tabagismo. E restano un invito all’atto di fumare. Un pericolo anche per le giovani generazioni.
Detto questo, sono ben cosciente che il dibattito attorno alle e-sigarette continuerà ancora a lungo. Tante le incertezze sulla loro sicurezza e sulla reale efficacia nel far smettere di fumare. Esistono altre strategie che si sono dimostrate valide per uscire dalla dipendenza da nicotina. Meno invasive rispetto all’atto di continuare comunque a inalare delle sostanze nei polmoni. Non per niente l’Organizzazione mondiale della sanità, che sino a poco tempo fa sosteneva il principio del "fa meno male", le ha ora definite "senza dubbio dannose".
In sostanza, oltre a non aver dimostrato di riuscire a togliere il vizio del fumo, le e-cig potrebbero pure indurre i più giovani a consumare nicotina con più facilità. Inoltre, non dimentichiamo che negli Stati Uniti una persona è morta per le complicazioni respiratorie causate dalla sigaretta elettronica e recentemente sono capitati degli incidenti dovuti all’esplosione di quest’ultima con gravi lesioni alla bocca del fumatore.
Anche se con la e-cig si riducono le sostanze nocive inalate, cioè quelle provocate dalla combustione e, come ho sottolineato, nei grandi fumatori potrebbero funzionare per ridurre la quantità di tabacco consumata, non vanno comunque prese alla leggera. La soluzione migliore è non iniziare a fumare o smettere il prima possibile senza passaggi intermedi su cui, come abbiamo visto, vi sono ancora molti dubbi.
22.09.2019


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