In Ticino sono 700 le persone impegnate nel sociale
Immagini articolo
Il mondo delle Ong
diventa stile di vita
MAURO SPIGNESI


È un piccolo, ricco e articolato arcipelago di storie che si attorcigliano ad altre storie, in una catena di umanità e di ideali, di voglia di fare qualcosa per il prossimo e per il futuro. Il mondo del volontariato è questo e altro ancora. E anche se detto così potrebbe sembrare semplice, persino banale, dietro i progetti, i quasi cinquanta progetti che i settecento volontari della Svizzera italiana hanno mandato avanti in questi anni, c’è il senso, la visione di un mondo migliore, di una società che non può accartocciarsi lentamente su se stessa tagliando fuori gli altri. Ci sono sacrifici, ore, giornate, periodi di vacanza portati via, strappati alla famiglia e agli affetti per volare lontano da casa e darsi agli altri.
Il mondo del volontariato è anche questo, si diceva. È fatto da gente semplice, spesso famiglie intere, che sposano, che si affezionano a una causa, che vogliono con testardaggine cogliere un obiettivo che sia la costruzione di un prezioso pozzo d’acqua o quella più ambiziosa di una clinica pediatrica. Una realtà che si muove sottotraccia, lontano dai riflettori, in silenzio. Ma che è importante perché muove finanziamenti, crea entusiasmo, porta a realizzare progetti e strutture in aree disagiate e in Paesi dove altrimenti nessuno andrebbe.
Molti sono entrati in questo mondo, come spiega la presidente di Fosit Paola Solcà (vedi articolo sotto), "dopo un viaggio, un incontro, un’amicizia nata sul posto e poi hanno proseguito". Hanno proseguito un’avventura affascinante. Che ha segnato un’intera vita. E che il Caffè racconterà in altri servizi.

Il personaggio
Paola Solcà, presidente Fosit, la federazione della Svizzera italiana
"Dall’acqua all’agricoltura, 49 progetti finanziati soltanto lo scorso anno"
Si scrive Fosit e la sigla sta per Federazione delle Ong della Svizzera italiana, un insieme di 64 associazioni e fondazioni di utilità pubblica che operano nella cooperazione allo sviluppo e nell’aiuto umanitario. Presidente, dal 18 maggio di quest’anno è Paola Solcà, 52 anni, studi in sociologia e antropologia, docente e ricercatrice alla Supsi. Poche cifre rendono l’idea dell’attività svolta: nel 2018, con fondi pubblici e privati, sono stati finanziati attraverso la Fosit 49 progetti, promossi in 23 Paesi da 28 Ong per un totale di 847’720 franchi. Si va dall’acqua alla salute, dall’educazione alla formazione, dal lavoro all’ambiente, all’agricoltura… Il numero dei volontari legati alle Ong associate supera le 700 persone.
Se è stabile il numero delle Ong, non significa però che siano sempre le stesse. Spiega Paola Solcà: "Capita che alcune Ong terminino la loro attività, perché è cambiata la situazione del Paese in cui operano e i loro partner locali sono riusciti ad essere autonomi".
In questi ultimi anni la Fosit ha fatto un grande lavoro per migliorare la qualità dei progetti al Sud e la gestione delle Ong in Svizzera: dalla pianificazione alla realizzazione, alla rendicontazione finanziaria, alla valutazione. Si sta lavorando per l’assetto del futuro, con l’esigenza anche di un ricambio generazionale nella vita associativa. Riprende la presidente Solcà: "Ci sono persone che con un grandissimo entusiasmo da anni lavorano all’interno delle diverse Ong e oggi hanno bisogno di un supporto per poter immaginare anche una continuità. Alcune associazioni si sono già attivate e hanno avvicinato e inserito dei giovani nelle loro attività. Dal 2014 siamo riusciti a mettere in atto una formazione continua, una collaborazione Supsi-Fosit, di 200 ore-lezione, con rilascio di un Certificato di studi avanzati in Cooperazione e sviluppo. In 5 anni sono state formate un’ottantina di persone (di cui molti giovani tra i 25 e i 35 anni), una parte delle quali già vicine al mondo delle Ong. Adesso abbiamo cambiato anche la nostra sede. Siamo in Piazza Molino Nuovo 15, a Lugano, e abbiamo spazi a disposizione, anche per Ong che avessero necessità di incontrarsi. La Fosit fin dall’inizio ha puntato molto sulle opportunità di formazione, di incontro, di scambio. Non è sempre facile perché tutti sono molto impegnati, però vediamo che c’è una buona rispondenza anche quando organizziamo delle attività e delle manifestazioni sul territorio".
Tra le iniziative di rilievo, che danno visibilità alle associazioni Fosit spiccano "Mondo al Parco" a Lugano, lo scorso 21 settembre; un simposio annuale, che quest’anno sarà sul tema "Cooperazione internazionale e salute", il 16 novembre. Dalla nascita a oggi sono stati vent’anni di impegno mai allentato, durante i quali si sono avvicendati alla presidenza Mimi Bonetti Lepori, poi il medico Pierluigi Togni, quindi Pietro Veglio.
Paola Solcà è molto concreta: "La spinta generosa che ha mosso tante persone parecchi anni fa a spendersi in altri Paesi rientra in un momento storico ben preciso. Molte delle nostre Ong hanno iniziato le loro attività dopo un viaggio, un incontro, un’amicizia nata sul posto e poi hanno proseguito con la realizzazione di progetti comuni. Oggi ci si muove sempre all’interno di questi incontri, ma con una visione diversa. Legata all’esigenza dei mutamenti intervenuti e al bisogno di costituire sul territorio d’intervento organizzazioni che possano continuare le iniziative avviate al di là delle singole persone. È una sfida grossa, un processo che richiede tempo. Quando però guardiamo a quanti e quali progetti sono stati realizzati e sono in corso da parte delle nostre Ong possiamo anche affermare con una certa fierezza che si sta lavorando bene, con serietà e con qualità".

Alla frontiera del volontariato
I coniugi Daniela Tami e Enrico Abruzzi da 25 anni impegnati dello sviluppo con la loro associazione Abba
"Diamo risposte concrete a emergenze senza fine"
Da bambina voleva fare la suora e andare in Africa a curare i bambini. Era affascinata dai racconti dei missionari. "Io andavo a sentirli con mio fratello Piergiorgio. A quel tempo c’era Padre Lorenzetti che veniva nella nostra parrocchia e ci conquistò alla sua causa: tutt’e due volevamo poi partire".
Daniela Tami, 65 anni, è diventata infermiera, ma invece della pediatria ha scelto psichiatria all’Osc di Mendrisio, dove nella stessa scuola ha conosciuto Enrico Abruzzi, diventato poi suo marito. Trapiantati con i due figli Gianluca e Simone a Corzoneso, in Valle di Blenio, hanno iniziato a tessere con una pazienza e un’abilità non comuni, oltre che con raro dinamismo, la rete sempre più estesa della sensibilizzazione per l’opera di Piergiorgio, nel frattempo partito per la Cambogia.
Siamo nel 1995, l’anno della svolta. Daniela va in Cambogia per rendersi conto della realtà e dei bisogni. "Quello che vidi mi mandò in crisi. Continuavo a chiedermi che cosa potessi fare per dare risposte concrete a emergenze infinite. Un anno dopo è nata Abba, Associazione Bambini Bisognosi d’Asia, un acronimo che sta anche nell’evangelico "padre", con un significato preciso anche per la nostra missione".
La spinta a estendere l’opera di affrancare dal sottosviluppo e talora anche da una ghettizzazione estrema, ha portato in molti "altrove": un fiume che s’è allargato a grande delta, per cui Abba è diventata - oggi - "ABBAstanza per tutti".
Nella sua permanenza in Cambogia, Daniela aveva scritto un diario che poi divulgò in una sessantina di copie tra parenti e amici. Una copia arrivò anche alla Radio e Gualtiero Gualtieri gli diede voce. Il tamtam radiofonico fece effetto e Daniela passò all’azione: "Potevamo dare una mano a migliorare il destino di un certo numero di persone, stava a noi trafficare i nostri talenti. Ho cercato di contagiare la famiglia e gli amici, ai quali si sono aggiunti conoscenti e sconosciuti. Oggi abbiamo una mailing list di oltre duemila indirizzi, con fedelissimi che ci seguono da sempre. Siamo conosciuti per quanto è stato possibile mettere in piedi. La generosità viene di riflesso e va tutta, ma proprio tutta, in condivisione, con la garanzia della massima trasparenza".
Come prassi, quando giunge una richiesta motivata di aiuto, Abba si reca sul posto per un sopralluogo. A partire dal 2000 c’è stato un grande balzo, anche perché la globalizzazione non poteva più lasciare indifferenti e circoscritti. Attivandosi con organizzazioni locali, dalla Cambogia c’è stata una prima diramazione nell’India, poi in Africa, e dal 2011 in Nicaragua con un progetto di sviluppo globale di comunità a lungo termine. Dal 2013 anche nel Brasile, in una favela di San Paolo a sostegno del lavoro di una coppia ticinese, Alberto e Adriana Eisenhardt, e infine, da pochi mesi, si è aperto un campo di presenza in Kenya con un programma di sensibilizzazione contro le mutilazioni genitali femminili e la costruzione di un complesso scolastico.
Il problema è sempre quello della continuità. Enrico, 76 anni, spiega che "la generosità resta alta nei ticinesi, soprattutto quando vedono un riscontro di ciò che si fa. Più arduo il coinvolgimento attivo nel volontariato, dove è impossibile misurare il tempo e occorre essere sostenuti da una forte motivazione. Noi siamo volontari a tempo pieno".
Daniela precisa la sua idea di sviluppo: che non è fermarsi all’aiuto immediato, ma rispondere a un bisogno in un disegno di continuità nel futuro. E cita Einstein per chiudere: "Non tutto ciò che conta può essere contato e non tutto ciò che può essere contato, conta". Raccogliere fondi allora diventa una conseguenza del concetto profondo di solidarietà. "In Africa vediamo come le persone sono felici per la nostra presenza e per il fatto che ci accorgiamo di loro, più ancora che per gli aiuti portati".
g.z.
(1 - continua)
22.09.2019


ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
15.10.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, settembre 2019
02.10.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 14 ottobre 2019
20.09.2019
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o per incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– per l'anno 2018 [www.ti.ch/commesse]
19.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, agosto 2019
17.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2019
11.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel secondo trimestre 2019
09.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2019
04.09.2019
La Segreteria del Gran Consiglio ha provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 16 settembre prossimo
03.09.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, luglio 2019
02.09.2019
Aggiornati e completati i dati sugli impianti di depurazione delle acque [www.ti.ch/oasi]
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La Brexit è legata
al concetto di sovranità
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Il sanguinoso attacco
alla "Terra dell'alba"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Killer, boss e agguati
al clan dei marsigliesi
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Emmental e pollo
tra i "falsi svizzeri"
Luca Mercalli
Luca Mercalli
"Senza una svolta
ci sarà un'estinzione"
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi


IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie





I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Forze turche
bombardano
per sbaglio
quelle Usa

Manifestanti
attaccano
la sede di Total
a Parigi

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00