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La classifica di gradimento degli "espatriati" in 187 Paesi
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Chi cambia città
premia Zugo e Basilea
MAURO SPIGNESI


Uno pensa al fascino di Parigi, alle luci e allo skyline di New York, o alla grande bellezza antica di Roma. E invece no. Il desiderio, il sogno si spegne quando in queste città si va a vivere. E bisogna fare i conti con il traffico, la burocrazia per ottenere i permessi, i trasporti che non funzionano, la qualità della vita scadete. Ed ecco allora che la classifica dei centri più vivibili per gli "espatriati" è quella che non ti aspetti. In cima, tra le prime dieci città, ci sono Taipei, Kuala Lumpur, Ho Chi Minh City, Singapore, Montréal, Lisbona, Barcellona, Zugo, L’Aia e Basilea. Naturalmente questa graduatoria è molto soggettiva. E si basa sui giudizi di oltre 20.000 stranieri che sono andati a vivere in 187 Paesi differenti e rappresentano 178 nazionalità. Sono loro ad avere fornito informazioni su vari aspetti della vita del Paese ospitante. Informazioni che poi sono state elaborate e inserite in un ampio studio annuale della società InterNations che compila il sondaggio Expat Insider. Oltre Zugo e Basilea, fra le città prese in considerazione anche Berna (alla casella 38 della classifica), Ginevra (69), Losanna (36), Zurigo (41) e Lugano (43).
Ai partecipanti allo studio è stato domandato di valutare più di 25 diversi aspetti della vita urbana all’estero. E questo su una scala da uno a sette. Su molti giudizi ha naturalmente influito la soddisfazione personale degli "espatriati". Le valutazioni sono state quindi raggruppate in varie combinazioni per un totale di 13 sottocategorie e i loro valori medi sono stati utilizzati per elaborare quattro indici. Si comincia dalla qualità della vita, per poi passare al sentimento d’accoglienza, alla possibilità di trovare lavoro, sino alla finanza e all’edilizia abitativa. Queste categorie sono stati ulteriormente elaborate per classificare 82 città in tutto il mondo.
Andando a vedere nel dettaglio le preferenze delle città si scopre che Zugo non è solo quella più votata della Svizzera ma, si sostiene, offre anche la migliore qualità di vita. Di fatto quasi tutti gli "espatriati" sono soddisfatti del trasporto locale, della qualità dell’ambiente, della loro sicurezza personale. "Tuttavia, la città si colloca al 44° posto (mediocre) su 82 per sicurezza sul lavoro", dice il sondaggio. In effetti, quasi un quarto degli espatriati (24%) non si sente sicuro nel proprio lavoro (contro il 21% a livello globale). Oltre gli aspetti positivi ci sono quelli negativi. Zugo si colloca al 58° posto nell’indice Getting Settled, con il 35% degli intervistati che afferma di trovare difficoltà ad abituarsi alla cultura locale. "Trovo che fare amicizia sia estremamente difficile, e io sono una persona molto socievole", ha detto un espatriato canadese.
Un po’ lo stesso giudizio che si riscontra a Basilea. Esattamente tre su dieci (30%) fanno fatica ad abituarsi alla cultura locale (contro il 20% a livello globale) e il 28% non si sente come a casa (contro il 21% a livello globale). Inoltre, la città si colloca al 63° posto nelle sottocategorie di cordialità locale e amici e socializzazione. "La gente del posto non è molto aperta", ha detto un "espatriato" dal Venezuela. Il 28% degli "espatriati", poi, descrive l’atteggiamento nei confronti dei residenti stranieri come generalmente ostile (contro il 19% a livello globale). Naturalmente sono tutte solo impressioni personali.
m.sp.
08.12.2019


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