Un documentario sull'abbattimento selettivo dei canguri
Li uccidono senza pietà
con il marsupio "pieno"
MARINA CAPPA


"Succede tutto di notte. Arrivano sui loro suv, scendono e iniziano a sparare. Alla fine, per terra restano centinaia di animali, alcuni hanno ancora nel marsupio il cucciolo vivo. Loro li prendono, finiscono a bastonate quelli che non sono morti, e poi ripartono. Stanno giorni in giro a raccogliere carcasse su carcasse, finché arrivano a venderle. Dicono che è carne fresca, e come tale arriva nelle cucine di ristoranti americani ma anche europei, italiani".
Quando Kate e Michael McIntyre si sono messi a lavorare al documentario Kangaroo, a Love-Hate Story, non erano pronti a vedere ciò che hanno scoperto. Una tale carneficina - "il più grande massacro di animali selvatici nel mondo" - non se l’aspettavano. Anche perché il canguro è il simbolo dell’Australia, gli aborigeni lo considerano sacro e la sua immagine si trova su tutto il merchandising turistico. Ma non gli basta saper correre fino a 60 km all’ora e fare salti che arrivano ai 7 metri: i cacciatori non gli danno tregua e c’è chi calcola che ogni giorno si perdano 4.000 esemplari.
"Non conoscevamo esattamente la situazione, siamo rimasti choccati. L’industria dei canguri, la loro pelle e la loro carne, vale 120 milioni di dollari, e il mercato più vasto è l’Europa. Ma questo è un segreto sporco, un’attività disumana di cui non si vedono tracce. Le modalità di sterminio sono le stesse adottate per le foche, solo che loro venivano abbattute in pieno giorno, mentre i canguri sono ammazzati di notte, di nascosto", spiega Kate. Se alla mattanza si aggiunge il problema dell’emergenza climatica, del caldo estremo che colpisce il continente, il rischio è che molte delle 70 specie di canguri che popolano l’Australia siano a rischio estinzione. Questo però non spinge il governo a intervenire in difesa degli animali. Anzi. Prosegue Kate: "Ci hanno accusati di tradimento, hanno detto che sosteniamo cose sbagliate. Il pubblico che ha visto il film ha invece avuto reazioni diverse, molti hanno espresso vergogna per ciò che succede e il bisogno di saperne di più".
Per saperne di più bisogna però avere uno stomaco forte. Le immagini del documentario si soffermano sugli adulti moribondi, riprendono di nascosto le bastonate con cui vengono fatti fuori i piccoli. E mentre intervistano gli allevatori, convinti che questi animali sia meglio eliminarli per proteggere i raccolti, i McIntyre inquadrano carni ricoperte di mosche (il rischio di salmonella è alto) che saranno vendute come "fresche". Un tempo, negli anni Cinquanta, si iniziò a fare dei canguri cibo per animali, adesso li si ritrova in kebab e hamburger. In molti Paesi sono considerati una prelibatezza, anche se in Russia, che fino a poco tempo fa ne importatava il 70%, ormai sono banditi.
Quanto alla pelle, morbida e resistente, viene tuttora usata da marchi prestigiosi per borsette o scarpe. La campagna di sensibilizzazione sta però iniziando a dare i suoi frutti. Quando è stato informato della situazione, David Beckham ha dichiarato che non avrebbe mai più usato scarpette fatte con pelle di canguro. L’Olanda progetta di mettere al bando tutti i prodotti realizzati con parti dell’animale, mentre Gucci ha avviato una politica industriale kangaroo free. È da qui che può cominciare la rivolta dei canguri.
19.01.2020


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