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Una iniziativa porta le storie di Gianni Rodari in ospedale
Ogni sera una favola
per i bambini malati
GIANFRANCO QUAGLIA


Alle sette della sera, ogni sera, ai bambini dell’Italia settentrionale e del Canton Ticino sopraggiungeva la telefonata che concludeva il lungo giorno trascorso in casa, prigionieri del confinamento imposto dal Covid-19. Non è stato semplice per genitori e nonni tenere a bada i figli e i nipoti, inconsapevoli vittime del "lockdown". E così è avvenuto in molti ospedali, dove i piccoli degenti per altre patologie non potevano essere avvicinati o consolati da una carezza  in uno dei momenti più melanconici della giornata.
Ma quando arrivava la voce di un attore o di un’attrice che raccontava la favola della sera, scattava la magia e come per incanto si spalancavano gli occhi dei bambini, in attesa di quell’appuntamento che si è ripetuto per sessanta giorni. Le "Favole al telefono" hanno tratto spunto da quelle più note del libro omonimo di Gianni Rodari, l’autore italiano originario del Lago d’Orta, di cui quest’anno si celebrano il centenario della nascita e il quarantesimo della morte. Tutti pensavano a rievocazioni, reading e rappresentazioni. Nessuno avrebbe immaginato che quei due anniversari diventassero strumento per un’utile attività pedagogica.
Invece l’emergenza sanitaria ha riesumato antichi, classici capolavori e abitudini dimenticate, per merito di alcuni appassionati. Primi fra tutti gli operatori della Fondazione Theodora Onlus, nata in Svizzera 25 anni fa, presente anche in Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Bielorussia, Turchia, Hong Kong. Artisti professionisti che hanno creato il progetto "Favole al telefono 2020: Theodora chiama Rodari", testimonial Margherita Buy. Rivolto soprattutto ai bambini rocoverati nei reparti pediatrici, si è cercato di superare la difficoltà del distanziamento che ha impedito la presenza fisica, affidandosi al telefono.
Proprio come inventò lo scrittore pedagostica e giornalista Gianni Rodari nel suo libro "Favole al telefono", in cui il ragionier Bianchi, rappresentante di commercio in giro per l’Italia, al termine della giornata non faceva mai mancare una favola telefonica alla sua bambina, che gli chiedeva: "Mi raccomando papà, ogni sera una storia...". E così, dalle 19 alle 21 è arrivata la voce che immancabilmente cominciava con "C’era una volta...". "Ci siamo affidati - dice Antonio Panella, coordinatore artistico della Fondazione - ai buoni e vecchi telefoni e a Rodari: la voce porta con sè la magia dell’evocazione, lo scambio, la poesia dell’incontro, i sogni e l’immaginazione". Se per lo scrittore italiano il protagonista del 1962 era il Ragionier Bianchi, nel 2020 è diventato il Dottor Sogni.
Iniziativa analoga a Campsirago Residenza, centro di ricerca e produzione teatrale di Colle Brianza, in Lombardia. Anche qui due sere a settimana artisti e bambini si avvicendano al telefono raccontando fiabe. Ai tempi del coronavirus Gianni Rodari è diventato dunque una medicina dell’anima per tanti piccoli sognanti.
17.05.2020


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