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Singolare iniziativa dei laboratori di Ingrado di Cagiallo
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Così i ragazzi "difficili"
cambiano le bibliocabine
CLEMENTE MAZZETTA


Alcune le hanno solo colorate con delle scritte, altre le hanno "infiocchettate",  ad altre ancora hanno cambiato gli interni. Sicuramente sono diventate più visibili. Già, le vecchie cabine telefoniche hanno assunto una nuova veste e sono diventate il simbolo del recupero sociale e di un progetto culturale partito dal basso. Anzi, dall’intuizione di Giovanni Casula, coordinatore dei laboratori riabilitativi del centro Ingrado di Cagiallo. Così il fenomeno del "book crossing" (distribuzione gratuita di libri attuato in varie modalità) è oggi una rete che si espande sul territorio. Sono infatti oltre cento le biblio-cabine in Ticino, 107 quelle "ufficialmente recensite" (vedi in basso a sinistra).
"Non tutte le abbiamo fatte noi ovviamente. Il fenomeno è ben più vasto. I laboratori di Ingrado possono prendere una cabina telefonica dismessa, risistemarla, attrezzarla e ridarla ai comuni come piccola biblioteca, con tutte le garanzie, con una modalità originale molto apprezzata", dice Casula.
L’iniziativa è partita nel 2015 con una quindicina di bibliocabine: "Dietro al nostro lavoro ci sono più valenze. C’è un aspetto culturale, la promozione del libro e di una lettura più riflessiva in questo tempo iper tecnolocizzato. Libri che vengono messi a disposizione gratuitamente. Poi c’è un elemento di recupero, delle cabine telefoniche ormai inutili in questa era dei telefonini, che vanno dismesse e che sono riutilizzate, trasformate in un altro contesto e funzionalità".
Da ormai due anni i comuni non hanno più l’obbligo di mantenere un cabina sul loro territorio. L’ultima cabina telefonica della Svizzera è stata smantellata nel novembre scorso a Baden, Argovia, per essere conservata come cimelio storico in un museo della comunicazione di Berna. Erano in passato, a partire dalla metà del secolo scorso, un elemento caratteristico di tutte le città. A Milano la prima era stata installata nel 1952 a San Babila. In Ticino fino a vent’anni fa ce n’erano più di trecento.
Le bibliolibrerie rappresentano dunque una forma di resistenza libraria oltre che un recupero "ecologico". Riuso che con Ingrado avviene per di più in ambito sociale. "Rappresentano la metafora del cambiamento, sia delle cabine ma anche di chi le trasforma, di noi che le rimettiamo a nuovo con tanto di mosaico per lo stemma dei comuni, con l’illuminazione automatica, con le plastografie, le scritte, le frasi evocative, come ‘libera il libro’, con sistema salvavita a norma Suva". Il tutto con un costo contenuto, visto che rimessa a nuovo la cabina viene fatta pagare fra i 1’400-1’800 franchi.
Tanti i progetti per il futuro. Visto che in una cabina telefonica ci stanno mediamente fra i 200 e i 250 libri, Casula vorrebbe raggruppare questo centinaio di mini-libreria in rete. Una specie di mappa. "L’idea è quella di geolocalizzarle tutte su un sito web gestito dal personale di Ingrado, con annessa chat, segnalando l’associazione o il volontario che ne è responsabile, ma anche la caratteristica, i tipi di libri e così via". Ovviamente non sono mancati problemi nel tempo del coronavirus. "Non è questione di assembramento nelle cabine telefoniche, ovviamente, ma di sicurezza, visto che si potrebbe trasmettere il virus sfogliando i libri. Per questo è stata meritevole l’azione di don Marco nella parrocchia di Balerna che per tutto il periodo del Covid ha igienizzato giornalmente la biblio-cabina". c.m.
27.06.2020


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