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Ecco come sta cambiando l'approccio alla cura
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La medicina che combina
musica, odori e parole
PATRIZIA GUENZI


Oggi il concetto di cura si è ampliato. Non più (soltanto) sinonimo di diagnosi, ospedale, terapia, farmaci... ma una sorta di metafora di quello che negli anni la maggior parte dei medici ha capito essere estremamente importante: il dialogo con il paziente, la capacità di entrare in sintonia con lui. Non per niente, fra le competenze e la formazione di un dottore, fondamentale è il sapere umanistico che permette quindi una "narrazione" emotivo-affettiva. In altre parole, non solo un metodo di cura tecnico-scientifico ma un approccio basato su diversi criteri e interpretazioni. Ecco quindi che la medicina oggi va a braccetto con terapie integrative, come l’agopuntura, l’omeopatia; sottolinea l’importanza dell’arte in tutte le sue forme; si interessa anche di desiderio, agli odori e profumi. Come dire?, un altro modo per parlare di medicina. L’ha concretizzato la Clinica Sant’Anna di Sorengo in tre appuntamenti: una conferenza il 3 ottobre, un dialogo scientifico-musicale il 10 ottobre, e un incontro-atelier il 28 ottobre. Eventi pubblici e gratuiti (per ragioni organizzative e di protezione Covid, richiedono l’iscrizione: clinica.ch/eventi).
La medicina, i medici, hanno imparato un’altra lingua, un altro modo di comunicare, hanno sviluppato molte competenze attorno all’empatia, che significa la capacità di comprendere appieno lo stato d’animo dell’altro, del paziente in questo caso, valutando e rispettandone paure, emozioni e speranze. La medicina ha, in sostanza, spostato lo sguardo. Non più la malattia al centro, ma la relazione come luogo di cura. In questo modo possono emergere emozioni, bisogni e necessità che vanno a completare il quadro terapeutico. Più sintonia nella cura, insomma. Un approccio con il paziente non solo scientifico ma anche artistico e sociale. La sola scienza è sterile, come spiega molto bene (vedi sotto) il dottor Francesco Bianchi Demicheli, sessuologo e professore all’Hug di Ginevra. Perché siamo altro, non soltanto ammassi di cellule, ma anche energia, sentimento, percezione, coscienza, passione. E riuscire a stimolare tutto questo "altro", con il dialogo, l’attenzione, l’empatia è la nuova sfida di chi quotidianamente si prende cura degli altri.
pguenzi@caffe.ch
26.09.2020


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