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Restaurato un film ancora attuale sulle tragedie nel lavoro
Immagini articolo
In una pellicola "ritrovata"
il passato in bianco e nero
MAURO SPIGNESI


Cosa è cambiato dagli anni Settanta a oggi? Tanto e nulla. Tanto, perché la società è andata avanti, sono state raggiunte importanti conquiste sociali e sindacali, sul fronte della sicurezza ci sono norme più restrittive, ancora migliaia di lavoratori si alzano all’alba, passano la frontiera e arrivano in fabbriche (e uffici) in Svizzera. Nulla, perché i frontalieri muoiono ancora nei cantieri, come è accaduto la settimana scorsa a Gordola, e prima ancora a Lugano e a febbraio a Monteggio. Scene che si ripetono e che assomigliano maledettamente a quelle in bianco e nero racchiuse in una pellicola storica, Cerchiamo per subito operai, offriamo..., girata in 16 millimetri nel 1974 dal regista e produttore Villi Hermann, e ora restaurata dalla Imago Film (si può vedere in versione on demand sulla piattaforma filmo.ch).
Il film-documentario si snoda attraverso tre assi narrativi, partendo dal racconto di una vedova italiana, il cui marito è deceduto in Svizzera vittima del lavoro. "Queste operazioni - spiega Toni Ricciardi, professore di Storia delle migrazioni all’Università di Ginevra e saggista - sono importanti perché ci costringono a fare i conti con la nostra storia fatta di momenti dolorosi e un passato migratorio che tanti, anche arrivati da lontano, vogliono dimenticare in fretta. Invece è importante la conservazione e la trasmissione della memoria. E dunque anche il film Cerchiamo per subito operai, offriamo... va visto, va inquadrato in questo contesto".
La pellicola, che rientra in quel cinema di denuncia e documentazione, è un’istantanea degli anni Settanta, "che ha il pregio di illustrare un problema quanto mai attuale e delicato per la nostra coscienza, quella dei frontalieri e i loro rapporti col padronato e con i sindacati svizzeri", scrisse nel 1974 Guglielmo Volonterio sul Corriere del Ticino.
Grazie a filmo.ch, la piattaforma che si occupa di restaurare le opere storiche del cinema elvetico e di restituirle al pubblico in video on demand, Cerchiamo per subito operai, offriamo è ora disponibile con sottotitoli in italiano, tedesco e francese, con le musiche della Comune di Dario Fo. Nadia Dresti, direttore artistico del Locarno Film Festival, una delle esperte che sceglie le pellicole da digitalizzare e rilanciare, ha scritto che  "rivisto oggi, il primo lungometraggio documentario di Villi Hermann colpisce per la sua attualità" e per "la sua forza di denuncia, per la capacità di dare ascolto a chi di solito non ha voce".
Per Toni Ricciardi, tuttavia, la pellicola va legata "alle lotte degli Anni settanta. Non dimentichiamo che nove anni prima, nel 1965, in Vallese, ci fu la tragedia nel cantiere della diga di Mattmark, con 88 operai morti. E che nel 1969, una statistica europea indicava come il maggior numero di morti bianche si registrasse in Svizzera. Certe tragedie, ieri come oggi, vengono liquidate come fatalità. Ma la fatalità non esiste, esistono lavoratori più deboli, ricattabili che devono subire pressioni in settori dove la forte concorrenza erode i margini di guadagno creando nei cantieri condizioni ad alto rischio".
Il lavoro di Hermann rientra in quel filone di docu-film che mostrano una realtà che (quasi) nessuno vuol vedere. "Ma queste pellicole - racconta ancora Ricciardi - sono spesso passate in circuiti non rivolti al grande pubblico. Un po’ come è accaduto inizialmente ad Alvaro Bizzarri, l’operaio diventato regista, che ha denunciato le condizioni dei lavoratori stagionali. Ma passavano nel cine-club delle Colonie libere italiane. Ora con la digitalizzazione è invece possibile riscoprire la nostra storia".
mspignesi@caffe.ch
17.10.2020


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