Tutti i retroscena sconosciuti dei professionisti del pallone
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Il difficile mestiere
del giocatore di calcio
MASSIMO SCHIRA


La percezione del "mestiere di calciatore" nel pubblico è fortemente influenzata dai grandi nomi che giocano nei più importanti campionati. Ma non rappresenta che minimamente la realtà dei fatti. Per la prima volta a dimostrarlo è uno studio mondiale, che analizza le condizioni di lavoro nel mondo del calcio e getta una nuova luce sui retroscena sconosciuti (e spesso oscuri) di chi fa del pallone la propria professione. Ce n’è per tutti i gusti. Accanto ai milioni incassati ogni anno da Cristiano Ronaldo, Messi e compagnia e tra le pieghe dei 4,1 miliardi di Euro spesi nel 2015 solo per le campagne acquisti, c’è un vero e proprio universo parallelo. Fatto di salari da fame, abusi, assenza di contratti e anche di cure mediche. Che porta la percentuale totale dei calciatori che possono arricchirsi attraverso il loro mestiere poco sopra il 14%.
In un periodo in cui l’attualità già vede emergere una grossa fetta di "calcio marcio" grazie ai documenti pubblicati da Football Leaks sulle frodi fiscali perpetrate da (pochi e milionari) calciatori, manager, procuratori e club complici, la fotografia del "2016 Fifpro Global Employment Report" è a tratti impietosa. Qualche dato internazionale: meno del 2% dei calciatori guadagna oltre 720mila dollari l’anno, mentre il 45% ne guadagna meno di 1’000 al mese; il 41% dei giocatori ha avuto esperienze di salari pagati in ritardo; il 29% dei calciatori trasferiti sono finiti sul mercato contro la loro volontà e molti dicono di essere stati vittime di violenze di vario genere.
E anche se il quadro globale è molto più positivo rispetto alla gran parte delle altre realtà, il calcio svizzero non fa eccezione nel mostrare alcuni problemi piuttosto preoccupanti in prospettiva. Oltre un quarto dei calciatori con contratto da professionista nel calcio elvetico guadagna un salario inferiore ai 4’000 dollari mensili e quasi il 12% non raggiunge i 2’000 dollari nella busta paga a fine mese. Malgrado ciò, il giudizio degli esperti resta nel complesso positivo, con una struttura piuttosto ben organizzata e con oltre il 60% dei calciatori che incassano dai 4 ai 15’000 dollari mensili. Sebbene qualche ritardo nel versamento degli stipendi, ogni tanto, fa capolino anche tra le pieghe del mondo del calcio rossocrociato.
Malgrado i calciatori svizzeri subiscano in generale meno pressioni rispetto ai colleghi dei Paesi vicini, non sono pochi ad essersi ritrovati in posizioni scomode durante la loro carriera. Spesso nel corso dei trasferimenti per le pressioni da parte di agenti o club, ma anche per atti di violenza, bullismo o molestie subiti da staff tecnico, tifosi o altri giocatori. Non è inoltre da banalizzare il dato concernente la soddisfazione per il supporto medico ricevuto, visto che il 17% dei calciatori in Svizzera si dichiara scontento.
Soprattutto quando si vive in un contesto calcistico di dimensioni piuttosto limitate e con stipendi bassi, il rischio di essere confrontati con tentativi di "avvicinamento" da parte di scommettitori senza scrupoli. Come testimoniato dalla cronaca negli scorsi anni - con alcuni match della Challenge League svizzera al centro di quote anomale di scommesse sul piano mondiale - il "piccolo mondo" del calcio rossocrociato non può certo considerarsi immune dal fenomeno. In Svizzera non si raggiungono certo gli allarmanti valori di realtà come la Georgia o il Congo, dove oltre un terzo dei calciatori sono stati "avvicinati" almeno una volta in carriera per sondare la loro disponibilità a truccare gli incontri. Ma anche il 5% emerso dalle analisi effettuate nel calcio elvetico deve contribuire a mantenere alto il livello di guardia.
La Svizzera, infine, si conferma un Paese di calcio molto accogliente, visto che si piazza ai vertici della classifica del numero di giocatori "d’importazione". Solo il 68% dei calciatori è infatti nato e cresciuto sportivamente in un club elvetico. E, in generale, tutti sono sotto regolare contratto. Tolto un "marginale" 1,9%, che andrebbe comunque eliminato.
11.12.2016


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