Importante "compleanno" per il torneo di hockey grigionese
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Novanta volte Spengler
nel segno della qualità
MASSIMO SCHIRA


Davos, Lugano, Avtomobilist Yekaterinburg, Dynamo Minsk, Team Canada e la "new entry" Mountfield dalla Repubblica Ceca. Sono queste le "magnifiche 6" che dal giorno di Santo Stefano daranno vita ad un’edizione speciale della classica Coppa Spengler. Sul ghiaccio grigionese il tradizionale torneo scende infatti per la novantesima volta dal 1923. Con un programma nel segno della continuità, ma anche con un’offerta sportiva di primissimo livello. "È un torneo per la gente che ama la Coppa Spengler, come me", ha spiegato Marc Gianola, storica bandiera dell’hockey club Davos, al primo anno nel ruolo di presidente del comitato organizzativo.
Una novantesima edizione che vede come sempre ai blocchi di partenza diverse scuole hockeystiche. Assenti le compagini nordiche, la sfida si gioca in primo luogo sull’asse est-ovest. Con il drappello di tre formazioni provenienti da Russia, Bielorussia e Repubblica Ceca a sfidare la coppia rossocrociata Davos-Lugano e i sempre attesissimi canadesi, vera e propria istituzione della Spengler. Anche perché tra Team Canada e Davos è in atto da qualche anno un vero e proprio braccio di ferro per il record assoluto di vittorie. Un primato che, al momento, è ancora in mano grigionese per 15-13, ma che dagli anni ‘90 ha subito un vero e proprio assalto da parte della nazionale della foglia d’acero. Che alla finale di Santo Stefano ha partecipato per ben 15 volte dal 1995 allo scorso anno, imponendosi in 9 occasioni.
Riavvolgendo il nastro della storia, si torna però rapidamente al 1923, anno della prima edizione del torneo. Ad aprire le contese, subito una sfida dal carattere decisamente internazionale, con il "derby" tra Vienna e Berlino. Il primo titolo della Spengler finisce però in Inghilterra, con il successo degli studenti della Oxford University a dimostrarsi superiori anche al Davos e ai colleghi-rivali storici della Cambridge University. Tra le curiosità della prima edizione, anche il fatto che il torneo terminò il giorno di Capodanno e non il 31 dicembre. Il motivo? Le cronache dell’epoca narrano di una situazione con troppa neve e con forte rischio di valanghe.
Dopo una lunga fase in cui la Spengler rafforza il proprio carattere di torneo internazionale con le vittorie di squadre provenienti da Praga, Berlino, Milano, Parigi e Zurigo, verso la fine degli anni Sessanta si registra un cambiamento epocale. L’edizione è quella del 1967 e per la prima volta nei Grigioni sbarca una squadra proveniente dall’Unione sovietica. E con la partecipazione - e la conseguente vittoria finale - della Lokomotiv Mosca si apre un periodo spesso caratterizzato da grandi sfide sull’asse Russia-Cecoslovacchia, con la pista di Davos ad ospitare alcuni dei nomi destinati ad entrare di diritto nella leggenda dell’hockey su ghiaccio.
Nel 1979 il torneo si gioca per la prima volta sotto la cupola della nuova pista di Davos (con vittoria del Krilja Mosca) dove il numero degli spettatori aumenta repentinamente, superando  quota 40.000 e confermando il crescente interesse del pubblico nei confronti della Spengler. Che, però, i padroni di casa non riescono a vincere ormai dal 1958. E il "problema" si protrarrà ancora per qualche anno, perché la finalissima del 1981 per i grigionesi si conclude con una sconfitta contro gli inarrivabili moscoviti dello Spartak. E proprio negli anni Ottanta fa la sua apparizione nei Grigioni anche il Team Canada, squadra che diventerà in pochi anni la preferita dal pubblico del torneo, spesso con più sostenitori in pista anche rispetto a quelli dello stesso Davos.
Altre due edizioni segneranno poi a caratteri indelebili il "libro" della Spengler, in tempi molto più recenti. Nel 2000 si rompe infatti l’incantesimo e il Davos riesce a finalmente conquistare il torneo casalingo dopo 42 anni d’attesa, riemergendo così definitivamente da un periodo difficile in cui i grigionesi sfiorano il fallimento societario, ripartono dalla Prima Lega, ma riescono a tornare "di forza" ai vertici dell’hockey nazionale. L’altra edizione "speciale" della Spengler degli anni Duemila è invece quella del 2012, quando la pista grigionese è "invasa" dalle superstar della National Hockey League alle prese in patria con il "lockout", ma scatenate sul ghiaccio di Davos. Dove vince il Team Canada e a sollevare il trofeo è "Capitain Canada", Ryan Smyth.
E il futuro? Di certo si prevede una sorta di "ritorno al passato". Come già negli anni Settanta, nel 2017 tornerà in pista una nazionale, per la precisione quella elvetica. Che alla Spengler del prossimo anno parteciperà in vista dei Giochi in Corea del 2018.
18.12.2016


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