Il mondo del tennis ritrova la sua vera "rock star"
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Il 2017 secondo Roger
dopo sei mesi di stop
YAN PAUCHARD


Senza voler fare un torto a Stan Wawrinka, prodigioso vincitore degli UsOpen, e neppure al nuovo numero uno mondiale, Andy Murray, si può affermare che il pianeta tennis ha smesso di girare alla fine dello scorso mese di luglio. Roger Federer annunciava allora di terminare anzitempo la propria stagione, per concedere al proprio corpo un periodo di riposo. Sei mesi d’assenza sono stati sufficienti a far precipitare tutti gli appassionati della pallina gialla in uno stato di crisi da astinenza. Lo ha testimoniato anche il ritorno in campo da autentica rock star da parte del basilese, negli scorsi giorni alla Hopman Cup di Perth. Dove ha trasformato un torneo d’esibizione assolutamente aneddotico nell’evento sportivo numero uno di questo inizio 2017. Un semplice allenamento del Maestro ha attirato oltre 6.000 spettatori. Cose mai viste. Questo torneo dal carattere del tutto amichevole, ha permesso a Federer di ritrovare il ritmo di gara prima del test ben più severo rappresentato dagli Australian Open. Ma anche di curare la propria immagine, moltiplicando scherzi e risate dentro e fuori campo.

Ultimo giro di giostra
Ma Roger Federer non è certo tornato in campo per divertire gli spettatori. Ha ancora molta fame di vittorie. "È pronto a conquistare nuovi trofei - conferma René Stammbach, presidente di Swiss Tennis -. Roger è in uno stato di forma super". Resta il fatto che il campionissimo oggi ha 35 anni e tutti sono coscienti che si sta avvicinando all’ultimo giro di giostra. Le domande si accumulano. Sarà in grado di vincere il suo diciottesimo titolo del Grande Slam tanto cercato, aggiungendo così un nuovo capitolo al libro della sua leggenda? O, al contrario, vedremo la sua stella affievolirsi a causa di risultati sempre meno brillanti?
"La sua stella continuerà a brillare - assicura Geroges Deniau, ex allenatore della squadra svizzera di Coppa Davis -. Resta il miglior tennista di tutti i tempi. Ci riserverà ancora magnifiche partite. Ma la sua età comincia ad essere un limite". Il francese dubita infatti che Federer riesca ancora ad arrivare fino in fondo ad un torneo del Grande Slam, a causa dell’intensa successione di incontri da giocare al meglio dei cinque set. Un parere che non trova d’accordo Marc Aebersold, ex giocatore professionista ed autore del libro "Cosa imparo da Roger Federer" (2011). Aebersold è persuaso che l’asso elvetico riuscirà a trionfare in un ultimo grande torneo. "Bisognerà essere molto, molto forti, per sbarrargli la strada a Wimbledon", prevede il ginevrino, che vede nel 2017 un’annata tennistica molto aperta, con un Djokovic ormai sazio, un Murray poco solido e una nuova generazione che fatica ad imporsi.
Molti "semafori" indicano comunque "luce verde" per Roger Federer. Sebbene abbia superato da parecchio tempo i 30 anni, ha sempre curato molto la sua preparazione fisica e a Perth è sembrato "tirato a lucido". Negli anni ha saputo anche modificare il proprio gioco, rendendolo sempre più offensivo in modo da accorciare gli scambi e, in questo modo, gestire al meglio il proprio corpo. E soprattutto la schiena, suo vero tallone d’Achille. Federer è poi molto ben consigliato. La sua organizzazione e i suoi mezzi economici gli permettono di essere sempre accompagnato dalla sua "tribù" in giro per il mondo. E, soprattutto, è felice. Dal gioco trae ancora enorme piacere. Forse più che mai. "All’inizio della mia carriera, restavo concentrato durante i match – ha confidato di recente a radio Europe 1 -. Oggi mi lascio pervadere anche dal sostegno del pubblico. Me la godo".

"Almeno due stagioni"
Quel che è certo, è che finché sentirà di poter vincere, l’uomo dei 17 titoli del Grande Slam non appenderà la racchetta al chiodo. "Lo vedremo ancora per almeno due stagioni", assicura René Stammbach, facendo eco allo stesso Federer, che a novembre spiegava di voler rientrare "per qualche anno, non per quattro o cinque tornei". Ma anche i diamanti non sono eterni e la fine della carriera di Roger Federer, volenti o nolenti, si avvicina. Inesorabilmente. Lui stesso non sa ancora quando smetterà, anche se spera che la data del suo ultimo match sarà una sua scelta e non un obbligo dettato da un infortunio. Ma il suo pensionamento è temuto da molti.
"Ci sono grossi timori tra i dirigenti del tennis mondiale – riconosce Julien Reboullet, responsabile del settore tennis del quotidiano sportivo L’Equipe -. Roger Federer è come i Rolling Stones, una star che trascende il mondo dello sport. Dopo il suo ritiro ci saranno di certo un calo nell’audience del tennis e una diminuzione di pubblico". Perdite che potrebbero spingere l’Atp ad adottare misure oggi contestate dai giocatori, con lo scopo di rendere gli incontri più "telegenici": passare da sei a quattro game per set e rinunciare al "net" durante i servizi, per esempio. La durata dei match sarebbe così ridotta, ma il gioco risulterebbe altrettanto snaturato. Sportivi e appassionati hanno capito che con la fine della carriera di Roger Federer si arriverà alla conclusione di un’epoca d’oro. Ad ogni dichiarazione pubblica del Maestro, l’universo del tennis trattiene il respiro.


©L’Illustrè
Traduzione e adattamento  di Massimo Schira
15.01.2017


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