Gli "over 40" oggi riscrivono la storia dell'agonismo
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Sono gli Highlander
dello sport moderno
MASSIMO SCHIRA


Fanno già parte della "generazione -anta", ma non hanno alcuna intenzione di arrendersi. Sono autentici "Highlander" dello sport. Atleti che sembrano aver bevuto la pozione di lunga vita. Sono gli sportivi "over 40" che riscrivono la storia dello sport. Non solo per la loro incredibile longevità, ma anche perché non si accontentano certo del ruolo di comparsa. Anzi, in molti casi battono record su record. Poco importa se in testa i capelli grigi (o bianchi) sono spuntati da tempo. E senza voler "scomodare" icone come il pugile George Foreman, il golfista Jack Nicklaus o la tennista Martina Navratilova, anche lo sport di oggi offre parecchi esempi significativi.
Era il 1990 quando il diciottenne Jaromir Jagr lasciò la natia Kladno, che ancora faceva parte della Cecoslovacchia, per tentare l’avventura nell’hockey nordamericano, a Pittsburgh, iniziata per le statistiche il 5 ottobre. Ventisei anni dopo, il numero 68 più famoso della storia del disco su ghiaccio è ancora al suo posto. In National Hockey League. Dove a 44 anni suonati, con la maglia del Florida Panthers, ha appena sfondato il "muro" dei 1.888 punti in carriera. Un risultato che lo pone al secondo posto assoluto della classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi superando un autentica leggenda del suo sport, Marc Messier. Secondo soltanto all’inarrivabile Wayne "The Great One" Gretzky. "Sono stato anche fortunato in tutti questi anni, non ho mai subito infortuni gravi, soprattutto nella seconda fase della mia carriera - ha sottolineato Jagr -. La mia filosofia è sempre stata quella di voler migliorare costantemente. Lo è anche oggi. Sul ghiaccio continuo anche io a fare errori, ma sono il primo a capirlo e a fare autocritica. Tengo molto a che la squadra abbia successo e so che se non gioco bene, non sono d’aiuto. È la mia attitudine. Lo è sempre stata. Quando ami quello che fai, puoi raggiungere qualsiasi obiettivo. Sta tutto nella testa. Per questo farò di tutto per giocare più a lungo possibile. È come nella vita: alcuni muoiono a 60 anni, altri a 100… Se Dio mi ha concesso questo dono, non intendo sprecarlo".
Dal ghiaccio alla neve, per incontrare tre autentici Highlander dello sport moderno. Il primo è addirittura l’atleta più medagliato della storia dei Giochi olimpici invernali, visto che con i suoi 8 ori, 4 argenti e 1 bronzo ha saputo far meglio anche del suo connazionale Bjorn Daehlie. Il fatto è che Ole Einar Bjoerndalen è ai vertici della Coppa del Mondo di Biathlon fin dal 1993 e non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca. Forte anche dei suoi 20 titoli mondiali conquistati in carriera, per un totale di 44 medaglie iridate e sei Coppe del Mondo vinte attraverso 103 vittorie e 190 podi in totale. Il secondo immortale della neve è invece giapponese. Ha 44 anni e da 29 stagioni non perde occasione per illustrarsi ai massimi livelli nel salto con gli sci. Noriaki Kasai non è mai stato un dominatore assoluto nella sua disciplina (vanta comunque 20 vittorie e 78 podi in totale), ma è una presenza costante sui trampolini di mezzo mondo ormai dal 1989. Di recente, dopo aver disputato la sua prova numero 100 nella tournée dei quattro trampolini, Kasai ha gettato uno sguardo… al suo futuro agonistico (!). "Se Sapporo dovesse organizzare i Giochi del 2026, vorrei esserci - ha detto il nipponico -. Avrei 54 anni, ma ho imparato ad impegnarmi molto per sopravvivere ai molti cambiamenti nel mio sport". Ai Giochi di Pyoncheang - Corea del Sud - del prossimo anno, Jagr, Bjoerndalen e Kasai potrebbero però incontrare un altro sempiterno degli sport invernali. Nello sci di fondo per la precisione, dove l’italiano Giorgio Di Centa - classe 1972 - prosegue una carriera che gli ha già regalato (qualche anno fa) anche due ori olimpici. Alla domanda sul perché intenda continuare a gareggiare anche oltre i 45 anni, il friulano ha risposto con un classico: "E perché no?" In Germania, per finire, gli occhi sono invece puntati su una donna. Dalla carriera di grandi successi macchiata da una complessa vicenda di doping. Il suo nome è Claudia Pechstein, è pattinatrice di velocità e il suo obiettivo è nel 2022. A Tokyo. Dove avrà 50 anni.

mschira@caffe.ch
@MassimoSchira
15.01.2017


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