Sandra Schöpfer mamma di Robin, 5 anni, diabetico
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"Per curare mio figlio
mi aiuta una cocker"
PATRIZIA GUENZI


C’è una cagnolina che tutti i giorni aspetta davanti alla scuola di Uvrier, un piccolo centro del Vallese. Con gli occhi cerca Robin, 5 anni, e appena lo vede gli corre incontro e gli lecca la punta del naso. Poi gli posa la zampa sulla spalla. Significa che tutto è a posto. E questi stessi gesti Easy, giovane cocker inglese, li fa almeno una decina di volte al giorno per scoprire gli eventuali sbalzi di glicemia di Robin, da tre anni affetto da diabete di tipo 1, quello che rende i pazienti dipendenti a vita dall’insulina. "È un po’ la sua tata - spiega al Caffè la mamma, Sandra Schöpfer, 38 anni -. Ci dà un grosso aiuto, da quando c’è lei siamo tutti più tranquilli. Abbaia e richiama la nostra attenzione, è in grado anche di portarci il kit di primo soccorso con dentro tutto il necessario. È fondamentale intervenire tempestivamente se Robin va in ipoglicemia, e Easy è un’infermiera davvero speciale, affidabile e discreta".
Certo, Sandra e il marito mai avrebbero pensato di affidare il figlio alle "cure" di un quattrozampe. Tuttavia... "Per caso, ancora prima che Robin stesse male, qualcuno ci aveva parlato dell’associazione Farah-Dogs di Sierre che insegna ai cocker ad odorare e assistere le persone diabetiche. A capire, prima di tutti, grazie al loro olfatto, se la glicemia si sta abbassando o alzando oltre la soglia limite". Una soglia che non può mai essere presa alla leggera. "Dobbiamo sempre essere vigili", osserva la madre che controlla spesso la borsa a tracolla di Robin, collegata a una pompa che immette nel sangue le unità di insulina attraverso una sorta di orologio gestito da lei o dal padre. Ecco perché il compito di Easy è prezioso. È lei per prima ad accorgersi se  qualcosa non va. Ancora prima che Robin giri indietro gli occhi. "Il rischio di coma è molto alto", spiega Sandra, che ricorda una crisi recente, era gennaio, conclusasi con il ricovero del figlio all’ospedale pediatrico di Losanna per una settimana.
Tutto ciò, oltre alla sofferenza fisica di Robin e alla preoccupazione dei genitori ha pure un costo. "Una parte delle spese è presa in carico dall’assicurazione malattia, ma non paga tutto il materiale, ad esempio non ci rimborsa le pile al litio o alcuni cateteri. Di tasca nostra sborsiamo dai 400 ai 500 franchi all’anno. E per il nostro budget familiare è una somma rilevante".
In Svizzera si contano circa 40mila persone diabetiche. Le cellule del loro pancreas, distrutte dal sistema immunitario, non producono più l’insulina necessaria che regola la glicemia nel sangue. E un tasso di glucosio non controllato alla lunga provoca gravi problemi di salute al cuore, ai reni, agli occhi, al sistema nervoso e dei vasi sanguigni. Ecco perché Sandra e il marito Cédric vivono costantemente sul chi va là. La notte soprattutto, quando Easy dorme perché non è ancora allenata a resistere 24 ore su 24. "Si distende accanto a Robin e dimentica il suo ruolo di infermiera. Non ha ancora l’istinto di svegliarsi per controllare il tasso di glucosio del suo piccolo amico. E i valori di Robin si alzano e si abbassano vertiginosamente quando dorme, dobbiamo verificare almeno quattro-cinque volte per notte", dice Sandra. In mano ha un piccolo apparecchio nero collegato a un sensore che Robin porta al braccio. Sullo schermo si vede chiaramente il tasso di glucosio, se c’è uno sbalzo l’apparecchio emette un segnale.
Anche a tavola bisogna seguire uno scrupoloso rito. Tutto va pesato, calcolato. "La matematica è la passione di mio marito, ma mai avremmo immaginato di fare tutte queste somme e sottrazioni prima dei pasti. Ma solo così sappiamo la dose esatta di insulina da dare  Robin". Purtroppo a scuola Easy non può ancora accompagnare il bambino. "La direzione ci darà l’ok quando la cagnolina sarà impeccabile, non dovrà disturbare né abbaiare. Speriamo presto, perché se c’è lei accanto a Robin siamo tutti più tranquilli".

pguenzi@caffe.ch
06.05.2018


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