Nadia e Dakota, ballerini nella ribalta internazionale
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"Il nostro hip-hop
conquista il mondo"
ANDREA BERTAGNI


Nadia e Dakota hanno stupito il mondo intero, danzando. Dalla Francia al Giappone, dall’America del Sud alla Norvegia, la performance di questa coppia vallesana ha superato tutti i confini. Merito della trasmissione televisiva transalpina "La France a un incroyable talent" durante la quale Nadia e Dakota - originaria del Portogallo lei, dell’Angola lui - si sono esibiti con una coreografia sul tema della violenza coniugale. Sulle note della celeberrima "Ne me quitte pas", una canzone che Jacques Brel ha scritto nel 1958, il giovane duo vallesano, 22 anni lei, 28 lui, entrambi di Martigny, ha lasciato a bocca aperta prima i giudici del programma, poi gli utenti del web. Che hanno continuato a guardare il balletto su Facebook. Tanto che il video è stato visto 40 milioni di volte ed è stato commentato da 250mila utenti del social network.
Un successo che ha sorpreso tutti. A cominciare da Dakota, che di nome fa Serge e di cognome Simao. "Mia madre è di origine congolese, è fuggita dalla guerra. Quando siamo arrivati in Svizzera avevo 3 anni e mia sorella solo alcuni mesi - racconta al Caffè -; non ho mai conosciuto mio padre, è morto di cancro quando avevo appena 5 anni". Una vita difficile, che sin da piccolo Dakota ha sempre affrontato di petto. Prima provando ad inserirsi nel mondo del basket, dove ha sgomitato tutta l’adolescenza. Con un solo obiettivo: diventare un giocatore professionista. "Ho sempre voluto e voglio ancora diventare famoso per dare alla mia famiglia un futuro dignitoso", spiega.
La celebrità non è però arrivata rincorrendo un pallone. È arrivata con la musica, un po’ per caso, dopo un gravissimo infortunio al ginocchio. Passo dopo passo. Imitando il suo idolo Michael Jackson. "All’inizio è stata dura, non ero a mio agio con il mio corpo", dice Dakota. Poi, è scoccata la scintilla. Inizia a partecipare a svariate competizioni e vince. In Svizzera e nel mondo. Così apre una scuola tutta sua. E lì conosce Nadia. "Beh, potrei dire che grazie a Michael Jackson oggi il nostro hip-hop ha conquistato il mondo"...
Anche il percorso di Nadia non è molto diverso da quello di Dakota. "Lei è arrivata in Svizzera a 8 anni e i suoi genitori si sono separati due anni dopo. Oggi però si sono ritrovati e stanno di nuovo assieme". Nadia è impiegata d’albergo. Dakota è disegnatore edile. Per loro la danza è quel qualcos’altro che dà un senso alla vita. "Entrambi ci sentiamo bene quando balliamo, siamo come in una bolla, ci trasformiamo". Pure per Nadia l’inizio non è stato facile. "Ballava più veloce della musica, perché diceva di essere stressata", ricorda lui, sorridendo. Giorno dopo giorno i movimenti si sono però affinati. Così come l’intesa tra i due. Che di fatto li ha trasformati in una coppia. Non nella vita reale però. "Io ho una compagna, lei è single, anche se credo che molto presto riceverà delle proposte", scherza Dakota.
Nel frattempo il duo partecipa al concorso World of Dance Switzerland e lo vince. La tappa seguente è a Los Angeles, negli Stati Uniti. Qui si laureano campioni mondiali di hip-hop, in barba agli americani che questo ballo lo hanno inventato e diffuso in tutto il mondo.
"Appena tornati a Martigny ci siamo iscritti al casting del canale televisivo francese Métropole 6", raccontano. Canale che li assume, rendendoli protagonisti di un clip promozionale. La chiamata dagli Usa da parte di "America’s Got Talent" arriva subito dopo. Oggi il duo è sul punto di firmare un altro importante contratto. "Per noi la danza ha un significato preciso. Ballare vuol dire raccontare qualcosa. Noi vogliamo che lo spettatore si domandi il motivo di un’espressione o di un movimento. In sostanza, la coreografia deve respirare con noi".
abertagni@caffe.ch
13.01.2019


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